mar. Dic 11th, 2018

Arrigo Cipriani: il turismo è servizio

Caro Tullio,
oggi ti parlerò del Turismo visto come “servizio” di un essere umano a un altro essere umano. E qui ti riporto un elenco di tutto quello che io penso significhi il servizio.

Il Servizio è accoglienza

L’Accoglienza è stile

Lo stile è cultura

La cultura è conoscenza

La conoscenza è diversità

La diversità è genuinità e semplicità

La genuinità è mancanza d’imposizioni

La mancanza di imposizioni è libertà

Il turismo è libertà

Ti sembrerà strano.

Ti chiederai: «Cosa c’entra la libertà col servizio?»

Per rispondere alla tua domanda ti voglio parlare del turismo come servizio nella libertà.

Henry Ford scoprì un modo geniale di costruire l’automobile. Sembrava semplice. Le prime automobili, prima di lui, erano costruite da uomini in movimento attorno alla vettura che veniva assemblata pezzo per pezzo con oggetti presi uno a uno da uomini in continuo movimento. Henry Ford ideò l’operazione contraria: mise in movimento l’automobile in costruzione su una catena a fianco della quale uomini immobili dovevano inserire un solo pezzo alla volta al passaggio della macchina.

Un metodo molto veloce, ma durante il quale l’uomo diventava un robot e non riusciva mai a vedere finito il prodotto del suo lavoro. Certamente per l’industria manifatturiera fu un’invenzione geniale e un modo meno costoso di costruire.

È inevitabile che il lavoro dell’uomo nel tempo e nell’evoluzione dell’industria manifatturiera, diventato ripetitivo, possa essere sostituito quasi completamente da strumenti intelligenti. Già da tempo vediamo che nuove macchine robotizzate stanno rimpiazzando l’uomo nel montaggio dei vari pezzi che compongono non solo i veicoli, ma ogni sorta di apparecchio. Mi sembra giusto che i congegni robotizzati subentrino nel lavoro per svolgere tutta quella serie di movimenti ripetitivi e alienanti affidati da sempre ai lavoratori delle catene di montaggio.

Il turismo però non è un’industria manifatturiera, ma è un’attività di servizio. Non esiste macchina al mondo che possa surrogare il servizio dell’uomo.

Il servizio del turismo deve essere eseguito solo ed esclusivamente dall’uomo.

E ora provo a spiegarti i vari significati della parola servizio che ti ho descritto prima.

La prima attività del tuo servizio l’ho definita accoglienza. Perché in questa parola c’è tutto il significato che io voglio darle.

L’Accoglienza è il primo atto che ti permetterà di entrare in contatto con un tuo simile. Al momento dell’accoglienza, del primo incontro, avrai bisogno di tutte quelle qualità che devi avere dentro di te e che ti permetteranno di mostrare tutte le tue capacità. Dalla simpatia al sorriso, dalla disponibilità alla personalità, alla cultura. Tutte queste qualità messe assieme testimonieranno il tuo stile.
Ti accorgerai nella tua vita di lavoro futuro che molte tra le grandi società alberghiere mondiali, gestite spesso dai finanzieri, stanno cercando di adattare al servizio il metodo della catena di montaggio inventata da Henry Ford per l’industria manifatturiera, trasformando così chi è preposto all’accoglienza in un manichino che parla come un robot, che recita frasi preconfezionate che inchiodano la sua intelligenza a una condizione ripetitiva e disumanizzata. Gli uomini robotizzati del servizio devono ubbidire alle regole scritte dai contabili dell’accoglienza. Ecco perché, per essere diverso dal gregge, per scoprire te stesso, dovrai costruire il tuo stile. Ricordati che la peggiore nemica dello stile è la presunzione, la miglior amica, l’umiltà. Come puoi costruirti il tuo stile? Hai l’incredibile fortuna di vivere in un Paese dove la cultura e la conoscenza ti sono elargite a piene mani, anche se non te ne accorgi. La cultura, la storia dei tuoi predecessori entrano nel tuo subcosciente in modo congenito vedendo le cose anche senza guardarle.

Se l’architettura, come ti ho detto, è un’importante testimonianza della storia dell’uomo, il nostro Paese è il testimone, attraverso l’architettura, della storia, non solo dell’uomo, ma dell’umanità negli ultimi 3000 anni. Per il solo fatto di camminare per le nostre strade il viandante usufruisce di una cultura di cui nessun altro abitante del pianeta può disporre. Non ti dico che per diventare un addetto all’accoglienza devi metterti a studiare la storia dell’arte, ma devi intanto cominciare a vedere, e soprattutto a guardare, cioè a mettere nel tuo magazzino mentale l’eleganza, l’equilibrio e la diversità che sono le caratteristiche della nostra storia architettonica. Devi leggere cercando di capire. Devi assorbire le diversità delle nostre città, delle nostre regioni e delle genti che le abitano. Il nostro Paese non si può dividere semplicemente in nord e sud, ma in un insieme inesauribile di diversità. Nel 1400 Firenze è stata la culla dell’ingegno. Non si capisce come, ma sembra che tutti i migliori cervelli del mondo, finanziati da lungimiranti mecenati, si fossero dati convegno a quell’epoca, a Firenze. Grandissimi architetti, straordinari poeti, scrittori, insomma lì c’era la parte migliore dello scibile umano. Fu un evento straordinario e unico che avvenne più di otto secoli fa. Cosa hanno lasciato a tutte le generazioni che sono venute dopo queste menti illuminate? Cose concrete. Stupendi edifici, testi scritti, pensieri e, soprattutto, uno stile. Quanto diverso dall’attuale Facebook che si esaurisce nella risposta anonima di un “mi piace” e che dà voce a una maggioranza, purtroppo spesso ignorante e plebea che attraverso narcisistiche involuzioni scambia il ragionamento con la sconsideratezza. Così, se riuscirai a captare queste diversità culturali, conservale nel tuo bagaglio personale e usale in qualche modo per comunicarle: potrai accogliere il turista in un modo completamente diverso, tuo, esclusivo e personale.

Tu diventerai l’ambasciatore di uno stile. Il Tuo.

Solo così riuscirai a far scoprire il tuo mondo, a penetrare nelle emozioni dell’altro, a farlo sentire a proprio agio, a farlo star bene come avesse incontrato qualcuno della sua famiglia. Riuscirai a ottenere tutto questo conservando la tua personalità senza eccessive confidenze che spesso possono essere non gradite, ma dando il massimo di quello che hai imparato. Sarai vero, autentico e naturale. Solo così il tuo sorriso riuscirà a conquistare chiunque perché mostrerà la verità di uno spessore culturale semplice e profondo.

Della semplicità ti parlerò più avanti.

Un caro saluto, Arrigo

[Tratto da “Elogio dell’accoglienza” A.Cipriani, Aliberti 2017]

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *