mar. Dic 11th, 2018

Distillerie Bonollo: una storia di cultura, passione e tradizione lunga un secolo

Una storia di imprenditoria, cultura, tradizione ma soprattutto passione, quella che da oltre un secolo viene tramandata dalle Distillerie Bonollo, azienda tutta italiana con sede a Formigine (Modena), leader nella produzione di grappe e una delle più importanti e influenti realtà della distillazione vitivinicola in Europa.

Abbiamo chiesto i segreti di questo successo a Mariacarla Bonollo, responsabile della comunicazione e delle relazioni esterne delle omonime distillerie, donna di grande spirito, entusiasta e orientata al futuro, che svolge il suo lavoro con straordinaria dedizione.

Attraverso le sue parole, appassionate e lungimiranti, abbiamo ricostruito il percorso dell’azienda, una storia affascinante che prende vita nel 1908: 110 anni di cultura dell’imprenditoria tramandata di generazione in generazione, perseguita con grandi sacrifici e una visione aziendale forte e strutturata, che hanno permesso alle Distillerie Bonollo di affermarsi con successo sul territorio nazionale ed internazionale:

Cav. Lav. Giuseppe Bonollo

«La storia della nostra impresa comincia nel Veneto» ci spiega «ed è in questa regione che abbiamo rinvenuto il primo documento riguardante il deposito fiscale della distilleria, risalente al 1908. Seguendo il percorso tipico dell’imprenditoria  italiana, anche la nostra azienda nasce come impresa familiare: la prima distilleria, di quello che oggi è il nostro gruppo, viene fondata nel 1918 a Formigine, da mio nonno Luigi Bonollo, mentre il vero e proprio piano di sviluppo ha inizio negli anni ’60 grazie a mio padre, il Cavaliere del Lavoro Giuseppe Bonollo, che fondò il primo stabilimento ad Anagni (il secondo risale agli anniʾ80), per poi dare vita a una serie di altri stabilimenti, tra cui uno a Torrita di Siena, ed è culminato con l’ultima avventura imprenditoriale, sempre ad Anagni, con la nascita nel 2007 della “Bonollo Energia”.»

Ma qual è la chiave di successo di una realtà così longeva?

«Non c’è solo una chiave di successo per avere un’azienda longeva: i fattori che concorrono a questo risultato sono molteplici. Innanzitutto, è necessario avere un progetto e una visione di lungo periodo, poi occorrono uomini capaci per realizzarlo, comunque sono indispensabili costanza e determinazione nel portarlo avanti, ma soprattutto passione: senza questa, è difficile che un’impresa abbia successo.»

A sua volta la longevità dell’impresa si trasforma in un’ulteriore chiave di successo: avere una lunga storia è un patrimonio importante. In un mondo come quello di oggi, in cui tutto viene creato e fagocitato così rapidamente, una storia come quella delle Distillerie Bonollo è garanzia di affidabilità e durata.

Trarre vantaggi dagli svantaggi… «Intorno agli anni ’70 il settore vitivinicolo ha iniziato a usufruire di aiuti comunitari, erogati tramite gli Stati Membri, in buona parte attraverso le distillerie, che a loro volta li riversavano ai produttori di vino. Lo Stato Italiano nel trasferire questi contributi alle distillerie era perennemente in ritardo nei pagamenti e non erogava l’intero ammontare del prezzo di riferimento stabilito dalla CEE: qui iniziavano le difficoltà. Per superare questo gap, anche nei confronti della concorrenza straniera, ci siamo industriati per riuscire a ricavare il massimo da tutto ciò che entrava in distilleria e cioè vino, vinacce e fecce, valorizzando tutti i sottoprodotti. Oggi, con un ciclo produttivo totalmente integrato, riusciamo a ricavare non solo gli alcoli e le acquaviti, ma anche l’acido tartarico naturale, i semi di vinacciolo, i fertilizzanti, l’energia rinnovabile ecc. La particolarità di questo progetto è quella di essere un perfetto modello di economia circolare: non si butta via niente, si valorizza tutto in maniera assolutamente sostenibile e questo ha costituito nel tempo un modello di riferimento per tutto il settore anche a livello internazionale.»

Quali sono i vostri prodotti di maggior successo?

Colonne di distillazione

«Non è semplice fare un quadro generale perché bisognerebbe scindere tra i diversi settori. La nostra azienda è leader nella produzione di grappa, ma ci sono anche altri prodotti come il brandy, la pregiata acquavite di vino (invecchiata per anni in rovere nei magazzini doganali) che è quasi totalmente destinata all’esportazione, o l’alcool tanto per uso commestibile che industriale. Un’altra nostra specificità è l’essere detentori di tutte le tipologie di impianti di distillazione esistenti sia continui che discontinui, siamo infatti gli specialisti del settore. Chi viene da noi può chiedere di avere una grappa a misura delle proprie esigenze, giovane o invecchiata, ottenuta da impianti continui (le colonne di distillazione) o discontinui (calderine, bagnomaria, charantaise, ecc.), o da un vitigno particolare, ecc. Anche l’acido tartarico è un prodotto molto interessante: è un acido totalmente naturale che è presente nei sottoprodotti della vinificazione e conosce impieghi larghissimi che spaziano dall’impiego enologico all’alimentare, dalla farmaceutica all’industrustria delle costruzioni.»

Parliamo invece di energia rinnovabile: nel 2007 nasce la Bonollo Energia S.p.a.

«L’Italia ha notoriamente e da sempre il costo dell’energia più alto d’Europa. E per una distilleria, che ha grande necessità di vapore, la competitività sul costo energetico è vitale per la sua stessa sopravvivenza. Questo ha fatto sì che, nel tempo, la nostra attenzione si sia costantemente rivolta alle possibilità di risparmio generato dalla produzione di biogas ottenuto da sottoprodotti della vinificazione, piuttosto che dalla combustione di vinacce esauste, per recuperare un tempo energia termica, oggi elettrica, direttamente in distilleria. Il salto è poi avvenuto nel 2007 quando abbiamo dato vita ad un progetto ad hoc di grandi dimensioni, la Bonollo Energia, dotata di un impianto della capacità di 12 MW per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, costituite dalle vinacce esauste della distilleria, e da altre biomasse vegetali.»

Magazzino di invecchiamento di brandy e grappa

Impresa è cultura. Il successo delle distillerie Bonollo è profondamente legato alla grappa e il vostro nome è strettamente associato ad essa. «Come famiglia, sentivamo di dover qualcosa a questo prodotto: siamo nati con la grappa, questa è la nostra acquavite di bandiera, ma in Italia non c’era alcuna istituzione che se ne occupasse, così abbiamo costituito il “Centro di Documentazione Grappa Luigi Bonollo” (dedicato alla memoria del fondatore delle Distillerie Bonollo Spa, ovvero mio nonno) che raccoglie, cataloga e divulga tutti i contenuti relativi alla grappa, collaborando con università e centri di ricerca e mettendo i risultati a disposizione di chiunque voglia approfondirne la conoscenza. Questo è il nostro contributo a livello culturale: le conoscenze danno la possibilità di fare impresa e implementare e sostenere lo sviluppo. La nostra iniziativa va così anche a tutela della grappa come indicazione geografica: non tutti, infatti, sanno che la grappa è l’acquavite tipica italiana e che, mai come ora, ha grandi potenzialità internazionali.»

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